Viviamo in un’epoca dove le notizie negative, le ansie e le paure sembrano prendere sempre più spazio nella nostra attenzione. Eppure, dentro di noi e nelle nostre relazioni ci sono momenti luminosi, gesti gentili, piccoli trionfi quotidiani.
L’articolo originale di Mindful propone una meditazione mirata ai bambini per “tornare al positivo” (coming back to the positive), esercitando la mente a riconoscere ciò che va bene — non per negare le difficoltà, ma per nutrire una visione equilibrata e resiliente.
In questo articolo, ti propongo una versione adattata per il lettore di esseremindful.com — una guida pratica, semplice, che può essere usata in famiglia, a scuola o anche da adulti che vogliono recuperare un contatto più gentile con se stessi.
Il principio alla base: il bias negativo
Uno dei cardini di questo approccio è riconoscere che il cervello è “programmato” per notare più facilmente il negativo: un residuo evolutivo che ci aiutava nel passato a evitare pericoli.
Tuttavia, nella vita moderna questo “bias negativo” può farci dimenticare le piccole cose positive attorno a noi: una parola gentile, un respiro consapevole, un momento di quiete.
L’idea è: non si tratta di ignorare le difficoltà, ma di equilibrare la nostra attenzione — dedicando una frazione del tempo a ciò che è bene, buono, luminoso.
La meditazione passo dopo passo (versione adattata)
Ecco una versione dell’esercizio che puoi proporre (ai bambini, a te stesso o ad altri), modulandola in base all’età e al contesto:
- Trovare uno spazio confortevole
Sdraiati o siediti in modo comodo. Lascia che braccia e gambe vadano dove possono cadere naturalmente. Chiudi gli occhi dolcemente. - Osservare il respiro
Poni una mano sull’addome (o, per i più piccoli, un peluche) e nota come sale e scende con il respiro. Contate insieme fino a dieci — inspirando e poi espirando. Se perdi il conto, va bene: ricomincia da dove hai interrotto. (Adapted da punto 2–4 di Mindful) - Ritornare al positivo nel respiro
Ad ogni inspirazione, osserverai l’espansione dell’addome; ad ogni espirazione, invece, inviterai dentro di te un pensiero positivo: “oggi è andato bene…”, “mi piace che…”, “sono grato per…” e così via. (Vedi passaggio 5–6) - Guardare dentro di sé con dolcezza
Non è sempre evidente pensare a qualcosa di cui andare fieri: se non viene subito, va bene. Lascia che emerga qualcosa — anche un desiderio, un’immagine, un’intenzione per il futuro. (Corrisponde a passaggio 7) - Un pensiero affettuoso per qualcuno
Inspiri, senti il respiro; espiri, immagini una persona che ti rende felice. Porta dentro di te quel volto, quel calore. (Riprende il passaggio 8) - Ritorno graduale alla realtà
Fai qualche respiro profondo, muovi le dita delle mani e dei piedi, apri lentamente gli occhi. Prenditi un attimo per riflettere su cosa hai percepito, su cosa è emerso. (Passaggio 9–10)
Perché funziona (e quando usarla)
- Regola il sistema nervoso emotivo
Alternare l’attenzione tra respiro e pensiero positivo aiuta a dare un segnale al cervello che non è tutto allarme. - Aiuta a creare nuove connessioni neuronali
Allenando la mente a notare il bene, rafforziamo la “muscolatura mentale” della gratitudine e dell’ottimismo. - Adatta all’età
Puoi renderla più breve per i bambini piccoli, più riflessiva per adolescenti o adulti, aggiungendo magari qualche domanda di introspezione alla fine (es. “Cosa ho fatto oggi di cui sono grato?”). - Una pausa gentile nel quotidiano
È perfetta come break pomeridiano, momento di passaggio tra impegni, o anche prima di dormire per chiudere la giornata con consapevolezza.
Consigli pratici per chi la propone
- Ambientazione: scegli un luogo tranquillo, con luce morbida, magari con un tappetino, cuscini, peluche per i più piccoli.
- Durata: anche 3–5 minuti possono bastare per iniziare; la versione originale è di circa 8 minuti.
- Registrazione guidata o traccia audio: per i bambini può essere utile avere una voce guida che accompagni — puoi registrarla tu, usare app, o farlo insieme.
- Condivisione: dopo la meditazione, lascia uno spazio per parlare: “Cosa hai sentito?”, “Cosa è venuto alla mente?”.
- Costanza dolce: non serve farla tutti i giorni se diventa un obbligo. Meglio farla tre/quattro volte a settimana con piacere.
Potenziali varianti e approfondimenti
- Versione per adulti: mantieni la struttura base, ma esplora con maggiore profondità i “momenti che sono andati bene oggi” e “ciò di cui sono fiero di me”.
- Versione “visiva”: per chi ama immaginare, chiedi al termine di evocare un colore, un paesaggio, un simbolo che rappresenti quel sentimento positivo.
- Di gruppo: in classe, in gruppo di genitori, in workshop: questa meditazione può diventare un rituale condiviso, un momento di connessione.
Conclusione & invito alla pratica
In un mondo che spesso sembra urlare solo le sue urgenze, imparare a tornare — anche per pochi istanti — al positivo è un dono che possiamo fare a noi e agli altri.
Questa meditazione, semplice ma potente, ci ricorda che dentro ogni giornata c’è un filo luminoso: sta a noi scoprire dove passarlo, senza forzature.

