mercoledì, Maggio 20, 2026

Staccare non è una...

C’è un momento, durante le feste, in cui tutto sembra chiederti di “tenere...

Mindfulness durante le feste:...

Tra Natale e Capodanno arriva spesso quella miscela particolare di eccitazione e tenerezza…...

Quando la guarigione diventa...

Esiste un fraintendimento molto diffuso nei percorsi di crescita personale, meditazione e guarigione...

Rinforzo positivo: il cuore...

Si parla spesso di “buone abitudini”: routine del mattino, meditazione, movimento, alimentazione più...
HomeAudioMeditazione per facilitare...

Meditazione per facilitare il sonno

Poiché rimanere svegli mentre si medita è spesso una grande sfida, non sorprende che la mindfulness abbia dimostrato di favorire un sonno sano. Non è poi così eccitante stare seduti in silenzio e respirare. Può essere decisamente calmante. Ma non è tutto qui.

La pratica della mindfulness incoraggia una consapevolezza non giudicante: vedere le cose esattamente come sono, con apertura e curiosità. Con il sonno, come con la pratica della meditazione, le intenzioni sono più facili a dirsi che a farsi.

Né la routine del sonno né la pratica della mindfulness rispondono bene a una mano pesante. Se ci si propone di forzarsi a dormire, è meno probabile che si dorma. Se si cerca di ottenere una mentalità perfetta durante la meditazione, si creerà più stress e incertezza. Se ci si organizza con una pianificazione chiara e una paziente determinazione – intenzionale ma non forzata – è più probabile che il sonno e la consapevolezza seguano.

Una meditazione guidata per dormire meglio

Quando si considera una meditazione sul sonno, bisogna riconoscere che non c’è nulla da forzare e nulla da far accadere. Poiché sforzarsi rende il sonno più impegnativo, è bene iniziare la pratica senza aspettative o obiettivi specifici. Non possiamo costringere noi stessi a dormire, ma forse, puntando a rimanere tranquilli e a essere meno presi dai nostri pensieri, ci addormenteremo comunque.

Per la meditazione che segue, non ci sarà una campana o un’istruzione finale. Al termine, se volete, continuate a praticare o, se preferite, godetevi una buona notte di riposo.

Iniziate da sdraiati, lasciando le gambe in una posizione comoda, alla larghezza dei fianchi. Potete appoggiare le braccia ai fianchi o le mani sulla pancia.

Cominciate a notare il vostro respiro. Prestate attenzione, per quanto possibile, al movimento fisico legato alla respirazione, come l’alzarsi e l’abbassarsi della pancia. Oppure, se preferite, concentrate la vostra attenzione sul movimento dell’aria che entra ed esce dal naso e dalla bocca.

È normale avere dei pensieri, molti pensieri. La mente ripassa la giornata o si fa prendere dalle preoccupazioni per il domani. Riconoscete queste abitudini e poi esercitatevi a lasciarle andare. Etichettate qualsiasi cosa attiri la vostra attenzione e tornate a notare il respiro. Inspirare… ed espirare.

Notate se vi fate prendere dallo sforzo, dalla frustrazione o dalla paura, con compassione per voi stessi. Cogliete i pensieri di autocritica o di frustrazione e tornate al solo respiro, un’altra volta. I pensieri sono solo pensieri. Inspirare… espirare. Non c’è nulla da sistemare o cambiare in questo momento. Notate dove vanno i vostri pensieri ed etichettateli come “pensieri”. Tornate al prossimo respiro, ancora e ancora.

Spostate l’attenzione sulle sensazioni del vostro corpo. Iniziate a spostare la vostra consapevolezza sulle sensazioni fisiche dei piedi. Non c’è bisogno di muovere le dita dei piedi o di muoverli, basta notarli: la temperatura o la pressione del tallone contro la coperta o il tappetino sotto di voi.

Dai piedi, spostate l’attenzione sulla parte inferiore delle gambe, notando tutto ciò che c’è da vedere. Lasciate andare il senso di sforzo o di necessità di far accadere qualcosa. E poi dalla parte inferiore delle gambe, attraverso le ginocchia, fino alla parte superiore delle gambe. Se avvertite un senso di stress o di tensione, cercate di rilassarvi e di lasciarvi andare.

Poi spostate l’attenzione attraverso i glutei e il bacino, fino alla pancia e all’addome. Potreste notare una sensazione di respiro che si muove su e giù, o altre sensazioni fisiche, o a volte anche il riflesso di un’emozione (forse un’emozione come la paura o la rabbia si riflette nello stomaco sotto forma di tensione o tensione). Mentre vi spostate dalla pancia al petto, notate ogni volta che la vostra mente si fa prendere da pensieri di disagio o distrazione. E poi, delicatamente e con pazienza, guidatela indietro un’altra volta.

Passate alla schiena, certamente un luogo in cui molti di noi mantengono tensioni in modi diversi, rilassando i muscoli nel modo migliore possibile, abbassando le spalle dalle orecchie. Se sentite il bisogno di fare un aggiustamento, permettete che questo avvenga con intenzione, facendo una pausa e scegliendo l’azione successiva. Spostate l’attenzione sulle mani e sulla parte inferiore delle braccia, sempre senza dover muovere o cambiare nulla, osservando e lasciando andare.

Poi passate al collo e ai muscoli del viso, magari notando eventuali punti di tensione o di costrizione, e poi con dolcezza, per quanto possibile, rilassate quei muscoli. Poi, per qualche istante, prendete coscienza delle sensazioni fisiche di tutto il corpo.

E ora, se siete ancora svegli, riportate l’attenzione sul respiro, ogni volta che la mente vaga nel passato o nel futuro, o dovunque scelga di andare. Se è un utile ancoraggio per la vostra attenzione, potete contare i respiri: inspirare, uno, espirare, uno, inspirare, due, espirare, due… Quando arrivate a dieci, ricominciate da uno.
Se il conteggio diventa una distrazione, rimanete sulla sensazione del respiro, ovunque sentiate il respiro entrare o uscire dal corpo, o l’alzarsi o l’abbassarsi della pancia e del petto. Continuate da soli a contare i respiri fino a dieci, riportando pazientemente l’attenzione ogni volta che vi distraete. Se perdete il conto, non c’è problema. Ricominciate da dove vi siete ricordati l’ultima volta.

Get notified whenever we post something new!

Continue reading

Staccare non è una colpa: alla vigilia di Natale il regalo più sottovalutato è una pausa

C’è un momento, durante le feste, in cui tutto sembra chiederti di “tenere botta”.Sorridere. Essere presente. Fare mille cose. Non deludere nessuno. Eppure proprio adesso — alla vigilia di Natale — tante persone sentono addosso una stanchezza che non è...

Mindfulness durante le feste: 12 ancore pratiche per restare presente tra aeroporti, famiglia ed emozioni forti

Tra Natale e Capodanno arriva spesso quella miscela particolare di eccitazione e tenerezza… insieme a tutto ciò che può complicare la vita: aeroporti affollati, file interminabili, dinamiche familiari, calendari pieni, vecchi automatismi che tornano a galla, emozioni grandi e...

Quando la guarigione diventa auto-attacco

Esiste un fraintendimento molto diffuso nei percorsi di crescita personale, meditazione e guarigione interiore. Nasce quasi sempre da una buona intenzione: stare meglio, cambiare, superare il dolore.Eppure, proprio lì, può nascere una forma sottile di violenza verso se stessi. Quando...

Enjoy exclusive access to all of our content

Get an online subscription and you can unlock any article you come across.